uroburo

Atelier UrOburo

Via G. Thaon De Revel, 19
20125 Milano

Tel. 02 6682 3658

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SPECIALE DICEMBRE

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La storia del nome



L’Uroburo è raffigurato come un serpente che si morde la coda.
Rappresenta l’eternità, la continuità della vita e la totalità dell’universo.
E’ l’emblema primordiale della creazione. Simbolo dell’eterno ritorno e del continuo rigenerarsi della vita, il Re serpente o Uroburo è l’immagine che meglio definisce il concetto ciclico del tempo: il “Grande anno” degli antichi. Secondo questa tradizione, il tempo cosmico si compie ogni volta che gli astri fanno ritorno al loro punto di partenza.
A partire da quel momento (ogni 15.000 anni, secondo il calcolo medievale), il tempo inverte il proprio giro e inizia a procedere nella direzione opposta.
Con l’avvento del cristianesimo tale concezione viene soppiantata dalla dottrina del tempo lineare, dotato di un inizio (la creazione del mondo) e di una fine (il Giudizio Universale).
Il Re serpente svolge una funzione importante anche nella tradizione alchemico-ermetica, dove rappresenta il processo di raffinazione delle sostanze.
Come motivo iconografico il serpente che si morde la coda è stato utilizzato per rappresentare l’eternità e si trova spesso associato agli dei e agli emblemi che personificano il tempo.
Il successo riscosso da questo simbolo nel Rinascimento italiano è collegato alla rinascita del paganesimo promossa dal neoplatonismo di Pico della Mirandola e Marsilio Ficino.
Principi e signori riportano questo emblema sul retro delle medaglie per sintetizzare, attraverso una figura, le qualità del loro temperamento intellettuale, politico e morale.
Derivazione del nome: dal copto ouro, “re” e dall’ebraico 
Origine del simbolo: Presso gli Egizi è l’anello di congiunzione tra le quattro divinità cosmiche Sithis, Iside, Osiride e Horus
Caratteristiche: L’atto di mordersi la coda rappresenta il principio dell’autofecondazione.
E’ accompagnato dall’iscrizione EN TO PAN (Nell’Uno il Tutto).

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